• NicoleBertozzi

Trickle Down & Trickle up

La teoria del trickle down venne elaborata da Georg Simmel verso fine Ottocento, grazie ai suoi studi legati al fenomeno della diffusione delle mode. Possiamo chiamarla anche la teoria dello sgocciolamento poiché le mode cadono dall’alto verso il basso. Quando le classi sociali più elevate introducono nuovi stili le classi minori cercano di imitarli, ovviamente, man mano che la classe sociale scende questo stile diventa sempre più sfumato diventando infine una pessima imitazione dell’originale.


Georg Simmel















Se analizziamo gli anni ’40 possiamo notare come l’alta moda parigina, ad esempio Dior o Balenciaga, influenzasse tutte le classi; in quegli anni lo stile delle donne mutò drasticamente, allontanandosi definitivamente sia dallo stile impero che dalle crinoline troppo ingombranti; la moda diventa nuova, adatta alle città. I primi a riconoscerne il valore furono proprio i protagonisti dell’élite del momento, poi seguiti dal resto della popolazione.

Dior 1947



















Balenciaga 1940




















Anche al giorno d’oggi le nuove mode vengono spesso presentata attraverso grandi volti del cinema o dell’industria culturale. Per esempio, Chiquito di Jacquemus ha accompagnato sui red carpet tantissime star, da Chiara Ferragni a Lizzo, una borsa in cui non entra nemmeno un telefono, ma che tutte noi desideriamo e della quale sono state create infinite riproduzioni, da poter vendere a prezzi decisamente più bassi dell’originale e diventare così una moda alla portata di tutti.

Chiara Ferragni



















La teoria del trickle up, che secondo Lipovetsky entra in gioco con la nascita del prêt-à-porter; è in sostanza il contrario della prima. Gli stili non nascono più dall’alta società, ma provengono dalla strada: il cosiddetto "street style" che viene reinterpretato dalle grandi case di moda come Moschino o Versace .

Moschino 2016



















Dagli anni duemila in particolare, questo stile viene ripreso con un’ottica addirittura futuristica, post-apocalittica; uno dress code comodo ma allo stesso tempo accattivante come quello di Rick Owens.

Rick Owens 2016




















Per un esempio più semplice possiamo analizzare i jeans Levi’s, pantaloni da lavoro che da anni sono negli armadi delle più celebri star e di tutti noi. Sono stati indossati perfino da Lady Diana.

Diana Spencer

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